Escursioni sui Monti Sibillini | « Indietro

Escursioni da Montemonaco
La provincia di Ascoli Piceno annovera molte  delle vette  più note dei Sibillini,e da queste zone partono numerosi sentieri escursionistici,di varia difficoltà. Sicuramente una delle escursioni più frequentate è quella al Monte Sibilla; dai suoi 2173 metri si gode un panorama bellissimo; un classico è salire per vedere l'alba.

ESCURSIONE AL MONTE SIBILLA m2173


Dislivello in salita: 635m.         Tempo: andata ore 2; ritorno ore 1,30. 

Difficoltà: media; richiede un certo allenamento per la lunghezza del percorso.

 Equipaggiamento: da escursione con calzature adatte, giacca a vento, acqua e cibo.

Interesse: floristico, paesaggistico, geomorfologico.  

 

 

 

 

 

 

Periodo: estate, autunno.

Localizzazione: il Monte Sibilla (2175m) fa parte della catena meridionale dei Sibillini.

 A nord è delineato dalla Val Tenna, a sud la cresta prosegue in Cima Vallelunga.

 Partenza: da Montemonaco si prende la strada asfaltata per Isola S.Biagio. Dopo 2 Km si imbocca a sinistra la strada brecciata che sale al Monte Sibilla. Dopo 9 Km in forte pendenza si arriva al Rifugio Sibilla (1540m) dove si lascia l’auto e si prosegue a piedi, per il valloncello alla sua destra, verso la cresta della montagna.
L’escursione si svolge in ambienti d’alta quota dai vasti orizzonti. Il Monte Sibilla ha dato il nome al massiccio montuoso umbro-marchigiano; esso offre uno splendido panorama tutt’intorno e sulla Gola dell’Infernaccio. Dal Rifugio Sibilla (1540 m) si sale a destra per il valloncello erboso che porta alla cresta (1970 m). Si continua poi per la cresta a sinistra fino alla Corona, ovvero alla base del piccolo salto roccioso dove si raggiunge il terrazzo su cui si apre la Grotta della Sibilla (oggi ostruita da massi crollati). Un ultimo pendio porta alla panoramica cima (2175m). Si affronta poi la discesa lungo le rocciosa cresta ovest che collega la cima con Cima Vallelunga (2224 m) sino ad incontrare l’estremità superiore di una strada brecciata che  rovina tutta la Sibilla. La si imbocca piegando a sinistra e sempre in discesa si ritorna al Rifugio Sibilla. 
La Grotta della Sibilla, che si trova a 2150 m. sul versante sud della cima del Monte Sibilla, secondo la leggenda era abitata da una profetessa misteriosa detta Sibilla Appenninica che sarebbe stata condannata da Dio a vivere nella profondità della montagna fino al giudizio universale essendosi ribellata perché voleva diventare la Madre di Cristo. Secondo la tradizione locale la Sibilla non sarebbe che la Fata Sibilla, una fata buona le cui ancelle scendevano talvolta a valle ad insegnare l’arte della filatura e della tessitura o nelle feste, per ballare con i giovani del luogo. 
La documentazione più significativa delle visite alla Grotta è quella lasciata da Antoine de La Sale, cavaliere francese che la raggiunse il 18 maggio 1420. Egli fece della Grotta una descrizione molto verosimile nel suo libro dal titolo: Le Paradis De La Reine Sybille. Nella leggenda del Guerrin Meschino, scritta da Andrea da Barberino (1410), il protagonista alla ricerca dei genitori raggiunse la Grotta della Sibilla. Vi rimase un anno tra molteplici tentazioni amorose da parte delle fate senza cadere nel peccato salvando quindi l’anima ed alla fine uscì e tornò nel mondo. La realtà rilevata prima dei rovinosi crolli recenti è quella di una grotta composta da una sala interna alta 4m a pianta quadrata, alla quale si accede attraverso un piccolo pertugio oppure da un altro ingresso tramite una galleria lunga 7m. ed alta 2m. La sala interna continua ad ovest e verso il basso attraverso un pozzo profondo 4m. dotato di breve diramazione laterale. Ora la grotta è diruta ed inaccessibile risultando però visibile il suo ingresso.

 

                                                Monte Sibilla       Monte Sibilla

                       
ESCURSIONE AL LAGO DI PILATO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Totale dislivello in salita: 1000m. Tempo: andata ore 3,00; ritorno ore  2,30.

 Grado di difficoltà: media; per la lunghezza del percorso e il dislivello da superare nonché per il tratto iniziale di sentiero ripido e scivoloso.   
Equipaggiamento: da escursione con copricapo e calzature adatte, cibo ed acqua.

Interesse: geomorfologico, floristico, faunistico e paesaggistico.

 Periodo: da primavera inoltrata all’autunno. 
Localizzazione: La valle del Lago di Pilato si trova sul versante sud-orientale dei Sibillini ed appare racchiusa tra dorsali che presentano orientamento N-S.

 

Lago di Pilato

 

 La testa della valle è sotto il Monte Vettore (2476m) ad est e la Cima del Redentore (2448m) ad ovest. Partenza: Da Montemonaco si scende nella vallata dell’Aso con strada asfaltata poi si prende a destra fino ad addentrarsi tra le montagne e giungere al piccolo abitato di Foce. Giunti a Foce si consiglia di lasciare l’auto ai margini dell’abitato o più avanti risalendo la carrareccia sul Pian della Gardosa. Percorso tutto il Piano della Gardosa ci si inoltra in un bosco di faggi dove la carrareccia diventa una mulattiera prima di affrontare il gradino roccioso delle Svolte. Questo è il tratto più faticoso perché il sentiero diventa ripido e instabile. Poi si prosegue sempre nel fondovalle in salita fino a raggiungere Monte Rotondo che si aggira lasciando sulla sinistra i ruderi di un casaletto (Capanna Piscini).Continuando ancora sul sentiero si arriva a scorgere finalmente il Lago di Pilato (1940m).Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso. La parte meridionale dei Sibillini è caratterizzata da un’arcuata dorsale su cui si concentrano le cime più alte: Monte Vettore (2478m), Cima del Redentore (2449m), Monte Argentella (2201m), Palazzo Borghese (2119) e  Monte Porche (2235). All’interno di questa dorsale è racchiuso il Lago di Pilato. La sua valle è tipicamente glaciale con profilo ad “U”. Nelle conche del catino glaciale anche in piena estate permangono lingue di nevaio, spesso coperte da cumuli detritici.

 

Scorcio del Lago di Pilato

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Lago di Pilato si è formato nel fondo del catino glaciale con due bacini quasi circolari (a forma di occhiale) che raggiungono la massima profondità al centro (circa 9m).La forma ed il livello dell’invaso sono comunque influenzati dall’andamento annuale delle precipitazioni soprattutto nevose. D’inverno la superficie gela totalmente fino a primavera inoltrata. Nel Lago di Pilato vive un crostaceo unico al mondo: il Chirocefalo del Marchesoni ( Chirocephalus Marchesonii ). Di colore arancio diafano lungo circa 14 mm, nuota sul dorso e depone le sue uova presso le rive del lago. Ecco perché è meglio restare distanti qualche metro dal bordo dello stesso. Esso fu scoperto solo nel 1954 dal prof. Marchesoni durante le ricerche idrogeologiche condotte dalla Università di Camerino.

 


                                ESCURSIONE A  MONTE PALAZZO BORGHESE

Dislivello in salita: 900m. Tempo di percorrenza: andata 3h 30m; ritorno 2h 30m

Difficoltà: media (l’ascensione può risultare faticosa).
Equipaggiamento: da escursione con calzature adatte, giacca a vento, acqua e cibo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Interesse: faunistico, floristico, geomorfologico, paesaggistico.

Periodo: da Giugno a Settembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Localizzazione: il “canale” di Palazzo Borghese è un vallone che incide la sinistra orografica della Valle di Foce e vi confluisce subito dopo l’abitato di Foce. L’escursione risale il fondo del canalone sino alla parete di Palazzo Borghese che si trova nella dorsale Monte Sibilla-Cima Vallelunga-Monte Argentella. Partenza: da Montemonaco dirigersi verso Foce superando le borgate rurali di Tofe e Rocca. Giunti in prossimità di Foce all’altezza di alcuni ruderi in cemento armato sulla destra, parte un sentiero mulattiera che si inoltra nel bosco. Parcheggiare l’auto nelle vicinanze in prossimità della sede stradale e proseguire a piedi. Descrizione dell’itinerario: dalla strada la mulattiera sale attraverso lo sbocco della valle laterale e procede in una gola tra dirupate pareti coperte di vegetazione. Continuando a salire nel canalone invaso dal bosco il sentiero si affievolisce piegando a sinistra e dividendosi in due. Seguendo la traccia di destra sempre in salita si raggiunge il fondo del canalone. Ora si sale a piccoli tornanti rientrando ancora nel bosco tra evidenti tracce di valanghe. Lasciato il bosco si continua sul fondo dell’impluvio ormai in vista della parete est di Palazzo Borghese. Continuando a salire si arriva alla soglia del catino glaciale:”Il Laghetto” (1700m), dove tra primavera e inizio estate ristagnano acque di fusione nivale e meteoriche. A questo punto se si prende a destra  del catino si intercetta poi il sentiero che proviene da Fonte dell’Acero che in pochi minuti ci porta all’interno di Palazzo Borghese. Se si prende a sinistra del catino glaciale attraverso un facile percorso su pascolo si raggiunge il massiccio dosso erboso di Pian delle Cavalle (1903m). Per il ritorno riprendere il sentiero alla base del monte e oltrepassato il catino del Laghetto, prendere a sinistra verso la Fonte dell’Acero per arrivare ad un bosco di faggi secolari detto La Frondosa. Usciti da questo seguendo il fosso Zappacenere che punta decisamente in basso mantenendosi a destra si arriva in poco tempo sulla strada di Foce. 
Palazzo Borghese è composto da due pareti rocciose verticali simili a due pilastri posti all’ ingresso di un maestoso palazzo medievale. Da tale aspetto deriva sicuramente il curioso nome di Palazzo Borghese. Nel suo interno ci si trova di fronte ad un’ampia conca carsica cosparsa di doline fittamente distribuite. Un’altra conca carsico-glaciale è posta sotto la parete est nella zona denominata Il Laghetto. Qui dopo lo scioglimento delle nevi si forma un laghetto temporaneo che ospita  il Chirocefalo   della Sibilla (“Chirocephalus Sibyllae”) un’altra specie rispetto a quella che si trova nel Lago di Pilato.

                                                        Monte Palazzo Borghese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltre che in agriturismo ci si può organizzare nei vari Bed and breakfast Ascoli Piceno

 

 

Escursioni sui Monti Sibillini